Editoriale del numero 213 gennaio-marzo 2026 di PISCINEOGGI
Buon anno a lettrici e lettori. Come sempre l’augurio a tutti è che sia un anno migliore di quello precedente. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, a giudicare dalla crescita dell’Expo e dalla qualità del palinsesto congressuale della 17ª edizione di FORUMPISCINE, la fiera delle tecnologie della piscina (oggi parte di XLeisure), oramai alle porte, possiamo ben sperare per il settore in un anno dai promettenti sviluppi. Tale ottimismo trova slancio certamente nelle previsioni positive per quanto riguarda i nuovi impianti, ma soprattutto nella qualità intrinseca dei componenti impiegati. I sistemi e le tecnologie di qualità superiore sono oggi i protagonisti della crescita, in particolare per quanto riguarda le ristrutturazioni, un segmento, questo, di grande importanza, tanto negli impianti residenziali, quanto in quelli commerciali e pubblici. Il mercato sta chiaramente premiando l’eccellenza, con una domanda sempre più orientata verso una tecnologia capace di coniugare intelligenza gestionale, efficienza energetica e cura della risorsa idrica.
L’anno 2026 confermerà ulteriormente come l’impianto piscina e le aree benessere non siano più considerati accessori, ma leve strategiche fondamentali per definire il valore e l’attrattiva delle strutture votate all’ospitalità. D’altro canto, se sul fronte del mercato i segnali sono chiari e incoraggianti, il panorama normativo è caratterizzato da un clima di incertezza e di attesa. Il settore, e non solo, guarda con estrema attenzione all’evoluzione dell’Accordo Stato-Regioni del 2003, il cui necessario aggiornamento è già tracciato dal nuovo disegno di legge quadro per la salute e la sicurezza nelle piscine, approvato dal Governo lo scorso luglio, la cui bozza – che è possibile consultare nei documenti della Camera – è ancora sotto esame.
Le criticità sono diverse: i dispositivi di sicurezza nelle piscine commerciali e residenziali, la presenza degli assistenti bagnanti, la regolamentazione delle piscine biologiche e di quelle alimentate dall’acqua di mare, per citarne alcune. Un altro tema che a nostro avviso andrebbe, prima o poi, affrontato con coraggio a livello nazionale è la gestione circolare della risorsa idrica anche nelle piscine, senza svuotamenti inutili, ad esempio, sul modello della Regione Toscana e, perché no, sostenendo la raccolta dell’acqua meteorica anche per i rabbocchi delle vasche. Peraltro la tecnologia è pronta e disponibile già da anni.
Lo scorso 20 gennaio, con il rapporto “Fallimento idrico globale: vivere oltre i nostri mezzi idrologici nell’era post-crisi”, le Nazioni Unite hanno dichiarato l’inizio di un’era di bancarotta idrica a livello globale, invitando i leader mondiali a facilitare un adattamento onesto e scientificamente fondato alla nuova realtà in quanto molte comunità stanno consumando acqua a un ritmo superiore alla capacità del nostro pianeta di rigenerarla. Le piscine progettate e costruite per contenere e preservare l’acqua – e non per consumarla o addirittura sprecarla, come purtroppo talvolta ancora qualcuno pensa – possono giocare un ruolo importante nel fronteggiare questa “bancarotta”.
Ma la speranza di una riforma utile e organica convive con la consapevolezza dei tempi e delle complessità parlamentari; l’auspicio è che il 2026 possa essere l’anno in cui questo percorso legislativo compia passi decisivi, portando quella chiarezza normativa in linea con le sfide e le necessità attuali che operatori e utenti attendono da tempo. ForumPiscine sarà, come sempre, il luogo privilegiato per confrontarsi su questi temi e per interpretare insieme i segnali di un futuro ancora in divenire. Ci vediamo a Bologna!
Federico A. Maestrami