UNI 10637: una buona notizia, ma non la soluzione definitiva

La norma UNI 10637:2024 è stata pubblicata lo scorso 8 febbraio, andando così a ridefinire i requisiti di progettazione, costruzione e gestione degli impianti di trattamento dell’acqua delle piscine ad uso pubblico. Dalla lettura del testo della norma, è possibile rilevare diversi punti di riflessione come meglio sotto specificati:

  • il sistema di classificazione delle piscine viene armonizzato alla UNI EN 15288-1:2019. Nel dettaglio, le piscine di tipo 2 (vecchie A2) andranno a includere le piscine afferenti alle strutture ricettive, alle piscine dei circoli ricreativi, militari, aziendali, alle piscine sanitarie e delle RSA, alle piscine di centri estetici o olistici, e in ultimo anche alle piscine condominiali;
  • l’aggiornamento delle caratteristiche strutturali e tecniche degli impianti di circolazione e di disinfezione alle nuove tecnologie disponibili (es. bordi sfioratori, centraline ecc.). Confermato l’utilizzo degli skimmer esclusivamente per le vasche di tipo 2 aventi superficie ≤100 mq e quindi non per le piscine pubbliche o parchi acquatici. Relativamente alla sicurezza, viene posta una maggiore attenzione ai sistemi di ripresa immersi come presa di fondo, presa a parete e presa puliscifondo che dovranno essere progettate, installate e gestite conformemente al fine di prevenire il rischio di intrappolamento;
  • la conferma del requisito di potabilità per l’acqua di approvvigionamento che dovrà essere conforme ai requisiti previsti dal Decreto Legislativo 23 febbraio 2023, n. 18 - Attuazione della direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano. Nel caso l’acqua di approvvigionamento non provenga da pubblico acquedotto, la stessa dovrà essere sottoposta a giudizio d’idoneità conformemente alle modalità e alle previsioni della disciplina regionale;
  • la ricerca di Legionella e l’applicazione dei protocolli di controllo del rischio Legionellosi (rif.to Accordo Stato – Regioni del 07/05/2015 ed eventuali discipline regionali) negli impianti e nelle vasche nelle quali sono presenti attrezzature quali idro/areo massaggi e/o altri sistemi di immissione dell’acqua/aria che possono dare origine ad aerosol. Benché la presenza del cloro in vasca riduca sensibilmente il rischio, il gestore deve adottare delle misure di prevenzione e controllo come la pulizia e la disinfezione shock della vasca almeno una volta all’anno, delle tubazioni, la sostituzione dei filtri della vasca, la revisione accurata dei sistemi di circolazione dell’acqua, con eliminazione di ogni deposito ecc. producendo sempre evidenze documentali da mantenere in sede a disposizione degli organi di controllo;
  • la prova colore che diventa parte del corpo della normativa tecnica e non più una semplice appendice alla stessa. Sul punto la UNI 10637 statuisce un’importante valenza igienico sanitaria della prova colore come strumento per la verifica eventuale a supporto del riesame periodico del documento di valutazione dei rischi. Per i controlli esterni del futuro potrebbe questa prova diventare un utile strumento a supporto delle attività di vigilanza degli impianti natatori;
  • le nuove tecnologie per la disinfezione, come l’impiego di generatori di cloro da elettrolisi, a partire da cloruro di sodio (sale). L’utilizzo di questa previsione è pero da approfondire in uno con la normativa biocidi che prevederebbe l'autorizzazione per generare biocidi in loco. La revisione della norma UNI 10637 è certamente una buona notizia per noi professionisti della prevenzione in quanto diviene uno degli strumenti utili a perseguire la tutela della salute degli utenti e dei lavoratori delle piscine, ma sicuramente la stessa non è risolutiva per colmare la carenza di adeguati requisiti igienico-sanitari e di sicurezza degli impianti natatori. L’adozione delle leggi regionali e la predisposizione dei relativi regolamenti attuativi è un percorso legislativo avviato agli inizi degli anni 2000, ma che ancora oggi non ha trovato pieno compimento in tutte le Regioni. Solo un atto normativo nazionale forte potrà dare il giusto impulso a un sistema di sicurezza integrata tra i controlli interni ed esterni che possa dare le giuste risposte ai bisogni di salute e alle problematiche emerse negli ultimi anni mettendo nelle condizioni di operare in maniera migliore sia i gestori, sia il personale ispettivo delle Aziende Sanitarie.