La tutela della privacy negli spogliatoi deve essere massima, e l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza non è ammesso in ambienti e spazi in cui possono essere lesi la dignità, l’intimità e i diritti delle persone. A ribadire questo principio è stato di recente il Garante per la protezione dei dati personali, che ha comminato una sanzione di 8mila euro nei confronti dell’Azienda Speciale per la Gestione degli Impianti Sportivi (ASIS) del Comune di Trento con il provvedimento n. 619 approvato dal Collegio dell’Autorità il 3 settembre 2026. Gli accertamenti sono partiti da alcune segnalazioni e notizie di stampa relative alla presenza di telecamere negli spogliatoi della piscina del Centro sportivo Trento Nord, a Gardolo.
Le telecamere, installate a partire dal 2007, riprendevano l’area degli armadietti utilizzati dagli utenti per custodire i propri effetti personali. ASIS aveva attivato il sistema per prevenire e accertare furti di portafogli e telefoni verificatisi nella struttura. Sebbene le riprese non comprendessero le cabine per il cambio degli abiti, le docce e i servizi igienici, il Garante ha rilevato che interessavano comunque un luogo caratterizzato da un’elevata aspettativa di riservatezza. Il trattamento dei dati, privo di una base giuridica adeguata, è risultato essere non conforme ai principi di liceità, correttezza e trasparenza. Sono emerse inoltre delle carenze nelle informative fornite agli utenti in merito all’attivazione del sistema di videosorveglianza, e anche l’informativa specifica destinata ai lavoratori interessati dalle riprese è stata fornita soltanto dopo l’avvio dell’istruttoria. L’Autorità ha infine contestato la conservazione delle immagini per 72 ore, non supportata da una specifica valutazione che ne dimostrasse la necessità.
In conclusione, ASIS ha dovuto disattivare e rimuovere le telecamere dagli spogliatoi, aggiornare la cartellonistica e le informative relative al sistema di videosorveglianza, e ridurre i tempi di conservazione delle immagini. Nel determinare l’importo della sanzione, il Garante ha tenuto conto della disponibilità a collaborare dell’azienda e dell’assenza di precedenti violazioni.
(Foto: Magnific)