Anche se si stanno ancora festeggiando i risultati e le prestazioni degli atleti italiani ai recentissimi Giochi del Mediterraneo, non è certo prematuro pensare a quale sarà il futuro dello Stadio del Nuoto di Taranto. Dopo la diffusione di alcune voci sul possibile coinvolgimento gestionale della FIN, la Federazione nuoto del Coni, il segretario generale Antonello Panza ha chiarito che per ora – nonostante ci siano stati già alcuni contatti con il Comune di Taranto – è ancora prematuro parlarne.
La FIN ha espresso il proprio apprezzamento per l’impianto nel suo insieme (e, soprattutto, per le due piscine olimpioniche da 50 metri), convenendo sul fatto che una struttura così non può essere abbandonata. Si tratta di impianti, come ha sottolineato Panza, “a cui va garantita e data continuità”, soprattutto se si considera che sono sorti “su un territorio che non aveva una tradizione impiantistica. Ma è un po’ presto per ragionare di modalità”. Possibile il coinvolgimento di altre federazioni (anche diverse da quelle del nuoto), ma resta aperto il problema di come affrontare le difficoltà (alti costi energetici, soprattutto) che oggi quasi tutti i Comuni hanno sulle piscine da 50 metri.
Modalità e possibilità sono ancora tutte da valutare, insomma. Lo Stadio del Nuoto è già dotato di un impianto fotovoltaico, e l’aggiunta di batterie di accumulo dell’energia è all’ordine del giorno. Ma non basta. Anche se a Taranto “le prestazioni del nuoto sono state importanti e sono sulla giusta via”, ha detto il Segretario FIN, bisogna “capire la filosofia di gestione, l’attività che si può sviluppare e quale attività si può fare nell’impianto. Servono due leve: la prima è l’efficientamento energetico, con la conclusione degli interventi ormai fondamentali vista la situazione; la seconda è puntare al massimo sviluppo delle potenzialità che lo Stadio del Nuoto può avere”.