Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 31614 del 4 dicembre 2025) ha offerto un significativo chiarimento sull’estensione degli obblighi di sicurezza gravanti sul gestore di piscine e impianti sportivi aperti al pubblico. La Corte ha infatti stabilito che la posizione di garanzia del gestore non si limita alla prevenzione del rischio di annegamento, ma comprende l’obbligo di assicurare agli utenti un utilizzo pieno, sicuro e conforme alla destinazione di tutte le aree della struttura, incluse quelle dedicate al relax come l’idromassaggio.
La pronuncia trae origine da un incidente avvenuto in una piscina comunale, dove un utente è stato colpito al volto da un pallone lanciato da alcuni minorenni mentre si trovava in una vasca idromassaggio, riportando una frattura al setto nasale. Dopo una decisione favorevole in primo grado e il ricorso in appello, la Cassazione ha rettificato l’impostazione restrittiva del giudice di secondo grado, che aveva circoscritto il dovere di vigilanza del gestore al solo rischio tipico dell’attività balneare. Secondo la Suprema Corte, l’onere di impedire lo svolgimento di attività incompatibili con la funzione delle singole aree dell’impianto grava sul gestore, che deve prevenire condotte moleste o pericolose poste in essere da terzi.
La responsabilità del gestore è qualificata principalmente come extracontrattuale ex articolo 2043 c.c., e in quanto tale è fondata sull’omessa vigilanza e sulla violazione del principio del neminem laedere. Questa responsabilità può tuttavia concorrere con quella contrattuale se esiste un rapporto di ingresso tra utente e struttura. La sentenza esclude l’applicabilità dell’articolo 2051 c.c., relativo al danno da cose in custodia, poiché in questo caso il danno è dovuto al comportamento umano di terzi, che il gestore avrebbe dovuto controllare.
In breve, la decisione della Corte impone ai gestori di piscine e impianti sportivi aperti al pubblico un rafforzamento delle misure organizzative e di sorveglianza, soprattutto nelle aree relax, confermando una tutela sempre più incisiva dell’utente-consumatore nei servizi ricreativi.
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