SCIA o permesso di costruire?

La costruzione di una piscina, come sempre quando si tratta di edilizia, richiede di munirsi dei giusti permessi per costruire. In caso contrario, potrebbero sorgere problemi nel corso della sua realizzazione, come dimostra quanto accaduto a una struttura ricettiva che voleva ampliare i suoi spazi con l’inserimento di una vasca. La struttura, tramite DIA, dopo aver ricevuto l’autorizzazione paesaggistica del Comune e della Soprintendenza, aveva dato notifica della realizzazione della piscina con annesso locale tecnico, ricevendo però da parte del Comune “il divieto di inizio e/o di prosecuzione dell'attività di cui alla d.i.a., (ora s.c.i.a.) in oggetto e la rimozione di tutti gli eventuali effetti dannosi e lavori realizzati sulla base della stessa”, provvedimento confermato anche dal giudice amministrativo.

Il problema non riguardava l’effettiva possibilità di realizzare una vasca, bensì veniva messo in discussione il documento presentato: in questo caso, infatti, una semplice DIA non era sufficiente, ma era necessario il permesso di costruire. Questo perché la natura della piscina è “pertinenziale, strumentale e funzionalmente non autonoma”; inoltre, la vasca sarebbe a servizio di una struttura ricettiva il cui fine di lucro è evidente, dunque non rientra nelle “aree ludiche senza fine di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici” incluse nelle attività di edilizia libera.

Partendo da questo caso giuridico, cogliamo l’occasione di ricordare che, in Italia, sono i Comuni a decidere tempistiche e contenuti dell’iter autorizzativo necessario a far sì che si possano iniziare i lavori, ma sono diversi gli elementi che possono influire in questo processo: uno fra tutti, eventuali vincoli della Soprintendenza. Dunque, quando si ha intenzione di integrare la propria abitazione o struttura ricettiva con una piscina, è importante consultare subito l’ufficio Edilizia del proprio Comune, per capire se il terreno sul quale verrà edificata la vasca è sottoposto a vincolo e se ci sono altre norme del piano regolatore che possono influire sulle caratteristiche progettuali dell’impianto. La presenza di vincoli, ad esempio storici o paesaggistici, richiederà il Permesso di costruire, il documento che attesta il via libera a costruire da ciascuna delle commissioni paesaggistiche o urbanistiche relative al vincolo che interessa l’area. Solo a quel punto sarà possibile presentare in Comune la SCIA e iniziare i lavori.