Saune e connessione sociale

Le saune e gli stabilimenti balneari “sociali” stanno rapidamente emergendo come rimedio ad alcune questioni chiave, per esempio la solitudine e le crisi di salute mentale, la ricerca di esperienze sociali più sane, la necessità di esperienze molto più convenienti e accessibili. Questi nuovi centri benessere, che costringono gli ospiti ad “abbandonare” il telefono, forniscono lo spazio necessario per autentiche interazioni sociali e si stanno diffondendo un po’ ovunque.

Che le saune e gli stabilimenti balneari fossero il centro delle comunità in Europa e Asia, in realtà, non è una novità: per secoli, infatti, questi spazi sono stati apprezzati – oltre che per i loro rituali di purificazione e benefici terapeutici – per le interazioni sociali che riuscivano a garantire. Analogamente ai luoghi di culto, le saune e gli stabilimenti balneari fornivano un punto di ritrovo in cui le persone potevano incontrarsi, rilassarsi e condividere storie. Come ha sottolineato al Guardian Mika Meskanen, presidente della British Sauna Society, oggi “c’è una rinascita della sauna come spazio comunitario. Le terme romane nell’antica Britannia avevano quella funzione sociale: luoghi di incontro, luoghi per mantenersi in salute e fare esercizio. Le chiamo ‘scatole per fare amicizia’: le persone entrano, potrebbero non conoscersi, ma escono come amici”.

Nelle città di tutto il mondo stanno spuntando nuovi stabilimenti balneari urbani, che vantano spesso una varietà di strutture – saune multiple, bagni turchi, stanze della neve e piscine – e con una vasta offerta di esperienze di benessere che fungono da “rompighiaccio sociale”. Ci sono molteplici esempi. A New York, Bathhouse e Othership offrono grandi saune per eventi, immersioni fredde o bagni di ghiaccio e stanno creando comunità appassionate. In Cina, i centri balneari di tutto il Paese stanno vivendo una rinascita tra la gente del posto e i turisti. Il sociologo culturale Xu Shuming ha dichiarato al Global Times che “la crescente popolarità dei bagni pubblici rivela come il concetto di ‘bagno’ si sia trasformato da un ‘comportamento domestico’ a un ‘evento sociale’ che favorisce i legami emotivi. In Australia, un nuovo stabilimento balneare sociale è stato aperto a Bondi Junction (Sydney) con l’intento di offrire accesso illimitato a bagni di ghiaccio, bagno turco e saune multiple per soli 28 dollari australiani a settimana. Questi spazi si pongono l’obiettivo di rappresentare alternative molto più democratiche e convenienti per le persone che cercano modi per connettersi tra loro (senza i postumi di una sbornia o il cellulare in mano): per questo motivo, a differenza delle day spa esclusive, hanno costi che si aggirano sui 35 dollari, consentendo così alle persone di dedicarsi alla propria salute mentale e fisica senza spendere una fortuna.

A tutto ciò si somma il fatto che l’impatto positivo dell’uso della sauna sulla salute mentale è un argomento di crescente interesse e ricerca. L’articolo Saunas Are the Next Frontier in Fighting Depression, pubblicato su Wired Magazine, presenta i risultati preliminari di uno studio clinico sull’uso dell’esposizione al calore per combattere la depressione, risultati che stanno alimentando un cauto ottimismo sul fatto che la pratica della sauna potrebbe diventare un trattamento utile a combattere le forme depressive. Inoltre, uno studio pubblicato sul Journal of Psychiatric Research (Sauna Bathing and Risk of Psychotic Disorders: A Prospective Cohort Study), suggerisce una forte associazione inversa e indipendente tra frequenti bagni in sauna e il rischio futuro di disturbi psicotici, una scoperta che si va ad aggiungere alle prove emergenti che la frequente terapia con la sauna potrebbe ridurre il rischio di diverse condizioni di salute acute e croniche.

Una cosa è certa: le saune sociali si stanno diffondendo in un periodo storico critico in cui il bisogno di connessione umana non è mai stato così pronunciato.