Nuovo Dpcm: le piscine restano chiuse

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Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha firmato il nuovo Dpcm, che sarà in vigore fino al 6 aprile, vacanze di Pasqua comprese. Cambia poco rispetto al precedente provvedimento che, come noto, scade il 5 marzo.

L’allarmante situazione sanitaria – crescita della diffusione della variante inglese, Rt verso il superamento della soglia 1 e 8 regioni con terapie intensive al di sopra della soglia critica del 30% – ha fatto prevalere la linea della prudenza, nonostante le gravissime difficoltà in cui riversa l’economia del Paese. Centri sportivi, palestra, piscine e fitness club restano chiusi: “Sono sospese – recita l’Art. 17 dedicato all’attività motoria e all’attività sportiva – le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali. Ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte all'aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento interpersonale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l'uso di spogliatoi interni a detti circoli; sono altresì consentite le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche; sono consentite le attività dei centri di riabilitazione...”.

Confermata, inoltre, la sospensione degli sport di contatto e l'attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l'attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale.

Continua invece a essere “consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti”.