L'energia dello sport

Lo scorso 12 aprile, al Circolo del tennis del Foro Italico di Roma, con la presenza del Ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra Sport e Salute, società dello Stato per lo sviluppo dello sport, e GSE, Gestore dei Servizi Energetici, società del Ministero dell'Economia che promuove lo sviluppo sostenibile del Paese. L'obiettivo di questo accordo è instaurare una collaborazione che contribuisca allo sviluppo e alla promozione delle fonti rinnovabili, dell'efficienza energetica e dell'autoconsumo all'interno del settore sportivo, accelerando gli investimenti per la transizione energetica e riducendo i consumi e gli impatti ambientali dell'impiantistica sportiva.

Il protocollo prevede l'introduzione di strumenti finalizzati alla realizzazione di vari progetti, tra i quali figurano:

  • la riqualificazione energetica dello Stadio Olimpico di Roma
  • la valorizzazione del patrimonio immobiliare di Sport e Salute
  • la promozione della mobilità sostenibile
  • lo sviluppo di modelli per il co-finanziamento degli interventi sugli impianti pubblici e privati, integrando i fondi PNRR con gli incentivi del GSE
  • l'organizzazione di eventi di formazione e informazione dedicati alle amministrazioni pubbliche, alle federazioni sportive, ai gestori degli impianti sportivi pubblici e privati e alle imprese del settore, in particolare sulle opportunità derivanti dai meccanismi incentivanti gestiti dal GSE.

Nell’ottica di un sempre maggiore impegno sul fronte della sostenibilità ambientale, questo protocollo intende aprire un nuovo corso per il settore sportivo con l’introduzione di nuove misure che, oltre a ad accelerare la transizione energetica, ridurranno anche i consumi e l’impatto ambientale degli impianti sportivi. I centri natatori, notoriamente impianti energivori, impongono un approccio che vada oltre l'utilizzo delle sole energie rinnovabili, implicando l’esplorazione di soluzioni come la microcogenerazione, dimostratasi particolarmente efficace per le piscine, e la contestuale promozione e creazione di comunità energetiche.

Appare inoltre necessaria la semplificazione burocratica per ottenere i massimi benefici da queste iniziative, evitando il rallentamento nell'adozione di soluzioni innovative: una maggiore efficienza amministrativa sarebbe fondamentale per facilitare gli investimenti e l'implementazione di pratiche sostenibili nel settore sportivo. Questo protocollo d’intesa tra Sport e Salute e il GSE mostra come il settore sportivo, facendo leva sulla collaborazione tra enti governativi e privati, possa giocare ruolo da protagonista nella transizione energetica e ispirare altri comparti.

"Questa firma – ha detto Abodi aiuta il sistema sportivo in quanto fa comprendere che bisogna adeguarsi a politiche di rispetto dell'ambiente che vanno oltre la bolletta energetica. Questo protocollo parte da Caivano e ha una prospettiva enorme. Dobbiamo sancire un patto tra sport e ambiente, spesso dichiarato ma non ancora concretizzato. Se oggi l'80% degli impianti è inefficiente a livello energetico vuol dire che non siamo riusciti a trasformare le parole in fatti. Siamo improduttivi energeticamente, ma credo che questo accordo segni un punto di svolta".

"I centri sportivi – ha detto Paolo Arrigoni, presidente del GSEpossono diventare centrali anche per la creazione di comunità energetiche rinnovabili non solo come modello virtuoso di condivisione dell'energia, ma anche come luogo di aggregazione e integrazione soprattutto tra i giovani".

"Questo accordo – ha spiegato Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute segna l'avvio concreto della transizione energetica nel settore dello sport, partendo dall'impiantistica che sappiamo bene quanto sia vetusta e quanto necessiti di interventi. Rappresenta anche il proseguo di un rapporto già avviato con il GSE e che ci vede insieme già su Caivano dove abbiamo realizzato economie importanti che saranno reinvestite nella gestione dell'ex centro Delphinia".