Le piscine condominiali ai tempi del Covid-19

Fase 3, riaprono le piscine, i parchi acquatici, le spiagge e il turismo cerca di riprendere a lavorare nonostante la crisi causata dall’emergenza coronavirus, la paura del pubblico, l’impoverimento generalizzato e la difficoltà di applicare – quasi senza preavviso – le Linee guida per la sicurezza.

Quali sono le regole per le piscine condominiali? Quando, insomma, possono essere riaperte?

La risposta la fornisce Marco Suisola, amministratore di condominio, revisore condominiale e consulente tecnico di ufficio in ambito condominiale, che così risponde a un utente del sito Nove di Firenze, dove ha una rubrica: “I complessi attrezzati per la balneazione sono classificate in base ai seguenti criteri: caratteristiche strutturali e ambientali, tipo di utilizzazione e destinazione. Le caratteristiche strutturali e gestionali degli impianti condominiali sono fissate dalla Regione di riferimento, mentre i requisiti igienico-ambientali soddisfano quelli dell’Accordo Stato-Regioni sugli ‘aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio’ del 16 gennaio 2003. Ciò premesso, allo stato, occorre fare riferimento al Decreto-Legge 16 maggio 2020, n. 33 e al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020 e all’allegato 17 del medesimo Decreto. Proprio in riferimento a tali norme, si ritiene che esse possano essere applicate anche alle piscine condominiali, laddove preesistenti, opportunamente vagliate e modulate in relazione al contesto, alla tipologia, all’afflusso degli utenti (specie se consentito l’accesso a terzi), alle altre attività presenti e via discorrendo”.

Prima ancora dell’apertura della piscina, prosegue Suisola, “è necessario redigere una sorte di documento di analisi del rischio, da sottoporre a ciascun condomino e/o frequentatore della piscina”.

Attenzione, però, a evitare assembramenti, aggregazioni e a suddividere/organizzare gli spazi nel rispetto del distanziamento sociale: al gestore l’onere di fare si che questo venga rispettato. Opportuna segnaletica dovrà essere apposta negli spazi attigui alla piscina e l’impianto dovrà essere munito di dispenser per dispositivi di protezione individuale quali, ad esempio, gel per le mani. Da prevedersi, inoltre, la frequente pulizia e disinfezione delle aree e degli spazi.