Infortuni negli spogliatoi, a chi la responsabilità?

Nel 2016 una bambina di 8 anni, al termine del corso di nuoto, è rimasta vittima di un infortunio mentre si trovava negli spogliatoi: cercando di prendere il phon (fissato alla parete a un’altezza di circa 1,60/1,80 metri) è salita in piedi su una panca mobile e, dopo aver perso l’equilibrio, è caduta a terra, procurandosi un trauma facciale e la rottura di due denti.

I genitori hanno citato a giudizio l’ASD, con la quale la bambina svolgeva attività agonistica, al fine di sentirne accertare la responsabilità per l’incidente, ma il Tribunale di Rimini ha sentenziato che per l’infortunio della bambina, avvenuto nello spogliatoio della piscina presso la quale si svolgono gli allenamenti, non può essere ritenuta responsabile né la ASD di appartenenza, né la società che ha in gestione la struttura.

La sentenza (n. 792/2021 del 08/09/2021) è stata emanata dopo aver analizzato le varie circostanze legate alla vicenda. In particolar modo, da segnalare il fatto che alle ASD non possono essere applicati gli stessi principi che regolano la responsabilità delle istituzioni scolastiche per i danni occorsi agli studenti, vale a dire che le associazioni sportive sono tenute a garantire la sicurezza degli allievi durante la lezione, quando essi sono affidati agli istruttori. Al di fuori dell’orario del corso, però, questo obbligo non vale, dunque negli spogliatoi e negli altri locali dell’impianto, i minori devono essere sorvegliati da un genitore (o un altro adulto che li ha in affidamento).

 

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