Incidenti in piscina e corresponsabilità

Il gestore di un lido balneare, a tutti gli effetti, è un custode poiché ha l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie affinché nessun cliente venga danneggiato dagli elementi della struttura. Egli, dunque, risulta responsabile dei danni subiti da terzi e originati dalla struttura, dagli accessori e dalle pertinenze, compresa anche la piscina.

La sentenza n. 2056 del Tribunale di Trani del 29 novembre 2021, come approfondisce l’avv. Nicola, tratta proprio di un caso in cui si è verificato un incidente che ha coinvolto un giovane cliente di un lido. Nel dettaglio, un ragazzo di dodici anni è rimasto incastrato nella bocchetta di aspirazione della piscina, non riuscendo a riemergere in superficie. La disattivazione della pompa di circolazione ha permesso la liberazione del giovane e il suo salvamento. Il ragazzo, prima dell’incidente, era stato richiamato varie volte dal personale della struttura con l’invito a non appoggiarsi contro la bocchetta di aspirazione, attuando una condotta pericolosa. Secondo il tribunale, il gestore avrebbe dovuto mettere in atto un comportamento maggiormente accorto, tale da sfociare persino nella chiusura preventiva della piscina.

Come specifica l’avv. Nicola, “poiché si è nell'ambito dell'azione ex articolo 2051 c.c., la deduzione di omissioni o violazioni di obblighi di legge, di regole tecniche o di criteri di comune prudenza da parte del custode può essere diretta soltanto a rafforzare la prova dello stato della cosa e della sua attitudine a recare danno, ai fini dell'allegazione e della prova del rapporto causale tra la prima e il secondo. Nella specie il tribunale assume l'evidenza che il gestore non abbia adottato tutte le cautele necessarie così come rilevato anche dalla espletata CTU che dimostra l'insufficienza dei documenti attinenti alla manutenzione della pompa”. In questo specifico caso, sono due gli aspetti da considerare, ovvero:

  • Il gestore del lido non ha eliminato tutti i rischi presenti in piscina
  • Il ragazzo ha reiterato un comportamento ammonito, assumendosi il cosiddetto “rischio elettivo”

In base al comportamento mantenuto dal ragazzo, il giudice ha attribuito alla sua condotta un’efficacia concausale, quantificata nella misura della metà.

 

Per maggiori informazioni:

Piscina: responsabilità del custode e colpa del danneggiante