IMU: i chiarimenti emersi a ForumPiscine 2026

Con il fondamentale contributo di professionisti di grande esperienza, il Congresso open di XLeisure-ForumPiscine 2026 – svoltosi a BolognaFiere lo scorso febbraio – ha fatto luce su alcuni dei più spinosi problemi che i gestori di impianti sportivi e piscine devono oggi affrontare. Tra questi c’è sicuramente la questione del versamento dell’IMU da parte dei gestori di impianti natatori pubblici, con numerosi contenziosi aperti dopo che diversi comuni italiani hanno cominciato a chiedere il pagamento di questa imposta in relazione agli ultimi cinque anni. Nel corso di una sessione espressamente dedicata alle novità amministrative e fiscali (foto), l’avvocato Biagio Giancola (socio e managing partner dello Studio Legale Martinelli Giancola Tiberio) ha affrontato il tema dell’IMU insieme a Marco Sublimi (imprenditore e consulente per la gestione di impianti natatori pubblici e privati), Antonello Panza (segretario nazionale della FIN) e Roberto Bresci (dottore commercialista specializzato in diritto sportivo e fiscalità degli enti sportivi dilettantistici).

L’avvocato Giancola ha subito chiarito che una vera e propria esenzione per i gestori di impianti natatori pubblici non c’è, salvo casi particolari. “Il tema interessa tutti i gestori”, ha spiegato l’avvocato, “in quanto per l’applicazione dell’IMU è sufficiente il possesso (non la proprietà) dell’immobile, ovvero la possibilità di usarlo a prescindere dalla specifica modalità con la quale l’utilizzo è stato ottenuto. L’IMU ricade quindi sul gestore dell’impianto (pubblico o privato che sia), non sul suo proprietario”. Per poter applicare l’esenzione, invece, devono sussistere alcuni requisiti. “Innanzitutto, l’impianto deve essere destinato esclusivamente ad attività sportive istituzionali, con l’esclusione di qualsiasi attività commerciale. Tali attività devono essere erogate a titolo gratuito, o contro un corrispettivo simbolico, o per un importo non superiore alla metà dei corrispettivi medi previsti da attività analoghe svolte con modalità commerciale. Nel caso di impianti dove si combinano attività gratuite e attività commerciali, si può invece ottenere l’esenzione limitatamente all’area nella quale le attività gratuite sono erogate”. Il corrispettivo medio rispetto al quale valutare l’esenzione deve essere deliberato ogni anno dai comuni: in mancanza di una comunicazione ufficiale in questo senso, “il legislatore prevede che i gestori siano esentati dal pagamento dell’IMU per l’anno in corso”. Giancola ha infine precisato che, sul piano formale, la richiesta di esenzione deve essere fatta per via telematica pena il decadimento della richiesta stessa.

Sulla retroattività della norma sono già stati espressi molti dubbi. Assumendo per ora che tale retroattività non sussista, ha spiegato Bresci, è opportuno rifarsi alle regole che vigevano prima dell’entrata in vigore del decreto-legge fiscale n. 84/2025, ovvero alle norme della legge finanziaria del 2020 – se non, addirittura, a quelle istitutive dell’ICI nel 2012. “A quel tempo, il presupposto di applicazione dell’ICI/IMU era la concessione di un bene demaniale o di un bene che fa parte del patrimonio indisponibile dello Stato”, ha detto Bresci. Le concessioni vanno quindi rilette attentamente, perché potrebbero già scontare il versamento dell’IMU per l’immobile cui si riferiscono: “La domanda chiave è se stiamo effettivamente parlando di un bene demaniale o di un bene che fa parte del patrimonio indisponibile, oppure no. Per il futuro, invece, la situazione rimane ancora alquanto caotica”. Secondo l’avvocato Giancola, comunque, l’esenzione IMU si fonda sul presupposto che ci sia l’utilizzo esclusivo dell’impianto per lo svolgimento non commerciale di attività sportive. Ne segue che “nel momento in cui anche una sola corsia di una vasca viene affidata al nuoto libero, cade a mio avviso l’uso esclusivo perché l’attività diventa commerciale”.

Cosa dovrebbero fare i gestori che ancora non hanno ricevuto alcun invito a pagare l’IMU? A questa domanda di Sublimi, l’avvocato Giancola ha replicato che sarebbe forse meglio non fare nulla – con la consapevolezza, però, che, in assenza di dichiarazione IMU presentata entro il 30 giugno si decade da qualsiasi tipo di esenzione per l’anno in corso. Tuttavia, date le oggettive condizioni di incertezza e le osservazioni di Bresci, Giancola ha concluso consigliando, almeno per il 2026, di presentare una dichiarazione in esenzione.