Disposizioni sullo svuotamento delle piscine e altre soluzioni per fronteggiare la crisi idrica

In Toscana, dopo l’approvazione da parte del Consiglio regionale della proposta di legge della giunta, ora si procede alla modifica del regolamento. Ci riferiamo all’iter di modifica della legge regionale in materia di requisiti igienico sanitari delle piscine private ad uso pubblico: la norma che modifica la legge era stata proposta a marzo dall’assessore al diritto alla salute della Regione Toscana ed è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale.

Con le nuove disposizioni la Regione Toscana elimina l’obbligo dello svuotamento annuale delle piscine private ad uso pubblico: d’ora in poi, per attestare la sicurezza delle acque di impianti, si dovrà dimostrare che gli esisti delle analisi (da effettuare obbligatoriamente almeno quindici giorni prima dell’apertura delle vasche) rispondano ai parametri previsti dal regolamento regionale. L’obbligo di svuotamento completo rimane comunque ogni tre anni.

Si tratta di un passo in avanti significativo per la Toscana, che ci auguriamo possa essere uno spunto affinché anche le altre regioni del nostro Paese mettano in atto cambiamenti simili, soprattutto come risposta all’emergenza climatica, che pone nuove sfide anche ai progettisti e ai gestori di piscine a causa di stress idrici sempre più estremi.

A livello nazionale, l’emergenza idrica è centrata sulla Sicilia, dove la mancanza di precipitazioni può ormai essere considerata estrema: secondo il Servizio informativo agrometeorologico siciliano (Sias), dal 1° settembre 2023 le precipitazioni sono state del 50-70% inferiori alle attese. La Regione Sicilia, che è stata costretta a razionare l’acqua potabile, ha da poco ottenuto il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale da parte del governo Meloni. Ma il problema non è certo solo italiano.

Al quarto anno consecutivo di siccità, che ha colpito soprattutto la Catalogna, la Spagna è ormai in piena emergenza nonostante le piogge dello scorso aprile. In decine di comuni sono state introdotte misure restrittive sui consumi idrici. E in un contesto nel quale anche ai turisti è richiesta moderazione nei consumi, il riempimento di piscine private o condominiali e la costruzione di nuove piscine private sono stati vietati. Problemi simili interessano la California, dove i regolatori idrici hanno addirittura approvato norme che consentirebbero di riciclare le acque reflue direttamente nell'acqua di rubinetto dopo un ulteriore processo di sanificazione.

Un’alternativa alle acque reflue socialmente più accettabile potrebbe essere rappresentata dall’acqua di mare: già adottata in Sicilia, la desalinizzazione è ancora costosa, ma rappresenta un’alternativa sempre più affidabile e sicura per il riempimento e il ricircolo delle piscine commerciali.

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