Contratto collettivo nazionale per il fitness

Lo scorso 12 gennaio la Confederazione dello Sport, Slc-Cgil, Fisascat Cisl e Uilcom hanno siglato il contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti di attività di sport e salute, impianti sportivi, fitness, palestre e piscine.

Tra gli obiettivi del contratto figura una revisione degli inquadramenti contrattuali, con l’introduzione nei sistemi di classificazione delle figure professionali di chiunque pratichi per contratto una collaborazione sportiva, come atleti, allenatori e istruttori, direttori sportivi, tecnici e di gara.

Richiede una revisione anche dei contratti di lavoro nelle formule part-time e stagionale, con minimi ora a 13 mensilità, con l’introduzione di rapporti di lavoro con contratto a termine per la stagione sportiva. In particolare è prevista l’istituzione di un Ente bilaterale nazionale finanziato con un contributo pari allo 0,10% a carico del datore di lavoro committente e allo 0,05% a carico del lavoratore, da calcolarsi sulla retribuzione mensile o sul compenso.

Il presidente della Confederazione dello Sport, Luca Stevanato, ha commentato così la stipula:

“È un documento ambizioso che viene dal risultato ottenuto nel 2015 di coinvolgere quanti più addetti possibile in un contratto collettivo per un settore dove era molto presente il volontariato. Interessa oltre quarantamila addetti e ha lo scopo importante di fare crescere tutto il settore. Inoltre è importante sottolineare che interessa tanti giovani, è inclusivo e ha l’ambizione di essere nuovo e unitario”.

Un risultato per nulla banale, insomma, un traguardo nella regolamentazione delle figure professionali legate al mondo della piscina e del fitness tutto.